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Perché molte donne non raggiungono l’orgasmo con la sola penetrazione? Cosa dice la scienza

Una delle convinzioni più diffuse sulla sessualità è che la penetrazione sia sufficiente per permettere a tutte le donne di raggiungere l’orgasmo.
SERENA ZAMPAGLIONE 27 LUGLIO 2026 5 min di lettura

La ricerca scientifica racconta però una realtà più complessa. Ogni donna è diversa, ma numerosi studi mostrano che, per molte persone, la stimolazione del clitoride gioca un ruolo fondamentale durante i rapporti sessuali.

I numeri della ricerca

Uno degli studi più importanti sull’argomento ha coinvolto 1.055 donne tra i 18 e i 94 anni, selezionate per rappresentare la popolazione femminile statunitense. 

I risultati sono molto interessanti:

  • Solo il 18,4% delle partecipanti ha dichiarato che la sola penetrazione fosse sufficiente per raggiungere abitualmente l’orgasmo.
  • Il 36,6% ha affermato di aver bisogno della stimolazione del clitoride durante il rapporto.
  • Un ulteriore 36% ha spiegato che la stimolazione clitoridea non era indispensabile, ma rendeva l’orgasmo più intenso e piacevole. 

Questi dati mostrano quanto sia importante evitare generalizzazioni: non esiste un’unica modalità valida per tutte.

Non esiste quindi una modalità universale che funzioni allo stesso modo per tutte.  

Ogni donna ha preferenze diverse

Lo stesso studio ha evidenziato che le preferenze cambiano notevolmente da persona a persona.

Le partecipanti hanno indicato differenze riguardo a:

  • intensità della pressione;
  • posizione della stimolazione;
  • movimenti preferiti;
  • ritmo e durata.

Questo significa che conoscere il proprio corpo e comunicare con il partner può essere importante tanto quanto la tecnica utilizzata. 

Esiste davvero il punto G?

Per molti anni il punto G è stato descritto come un’area specifica della parete anteriore della vagina, capace di provocare un orgasmo “vaginale”. Oggi, però, la ricerca scientifica offre una visione più articolata.

Molti studiosi ritengono che il piacere percepito in quella zona non dipenda necessariamente da una struttura anatomica distinta, ma possa essere il risultato della stimolazione del cosiddetto complesso clitoro-uretro-vaginale (CUV complex). Questa regione comprende diverse strutture strettamente collegate tra loro, tra cui il clitoride, l’uretra e la parete vaginale anteriore.

Uno studio pubblicato sul Nature Reviews Urology sottolinea come la distinzione netta tra orgasmo “clitorideo” e “vaginale” sia probabilmente una semplificazione e che, in molte donne, il piacere derivi dall’interazione di queste strutture anatomiche piuttosto che da un unico punto specifico.

 

Il clitoride è molto più grande di quanto si pensi

Quando si parla di clitoride, la maggior parte delle persone immagina soltanto la piccola parte visibile all’esterno della vulva. In realtà, quella rappresenta solo il glande del clitoride.

L’intero organo si sviluppa internamente per circa 7-12 centimetri ed è formato da due corpi cavernosi e due bulbi vestibolari che circondano l’ingresso della vagina. Durante alcune forme di penetrazione, queste strutture possono essere compresse o stimolate indirettamente, contribuendo al piacere sessuale e, in alcune donne, all’orgasmo.

Questa anatomia aiuta a comprendere perché alcune donne possano raggiungere l’orgasmo durante la penetrazione mentre altre necessitano di una stimolazione diretta del glande del clitoride: non esiste un’unica risposta valida per tutte, ma diverse modalità attraverso cui vengono attivate le stesse strutture nervose.

Lo sapevi?

Il glande del clitoride è solo la punta dell’iceberg. La parte visibile rappresenta una piccola porzione dell’intero organo, che si estende internamente per diversi centimetri e contiene oltre 8.000 terminazioni nervose, una densità superiore a quella di qualsiasi altra parte del corpo umano descritta in letteratura anatomica.

 

Il ruolo dei sex toys

Anche i sex toys possono rappresentare uno strumento utile per esplorare il proprio piacere.

Uno studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine e condotto su 2.056 donne ha rilevato che il 52,5% aveva utilizzato almeno una volta un vibratore nella propria vita.

Le utilizzatrici riportavano, in media, livelli più elevati di desiderio, eccitazione, lubrificazione, orgasmo e soddisfazione sessuale. Trattandosi di uno studio osservazionale, questi risultati indicano un’associazione e non dimostrano un rapporto di causa-effetto. 

La comunicazione è fondamentale

La ricerca suggerisce che il piacere femminile dipende da numerosi fattori: anatomia, eccitazione, fiducia, contesto emotivo e modalità di stimolazione.

Per questo motivo non esiste un comportamento “normale” valido per tutte. Conoscere il proprio corpo, comunicare apertamente e vivere la sessualità senza aspettative irrealistiche può contribuire a un’esperienza più soddisfacente.

 

L’idea che tutte le donne debbano raggiungere l’orgasmo nello stesso modo è uno dei miti più diffusi sulla sessualità.

Le evidenze scientifiche mostrano invece una grande varietà di esperienze e preferenze. Comprendere questa diversità è il primo passo per vivere il piacere con maggiore consapevolezza e senza inutili pressioni.

Un’indagine sulle stesse 2.056 donne ha rilevato che l’uso del vibratore con un partner era comune e associato a punteggi positivi di funzione sessuale. Essendo uno studio trasversale, però, non consente di affermare che sia stato il toy a causare direttamente una maggiore soddisfazione. 

Domande frequenti

Sì. Secondo uno studio rappresentativo, solo il 18,4% delle donne riferisce che la penetrazione da sola sia abitualmente sufficiente per raggiungere l’orgasmo. 



Per molte donne sì. Nello stesso studio, il 36,6% ha dichiarato che fosse necessaria durante il rapporto e un ulteriore 36% che migliorasse l’intensità dell’orgasmo. 

Per alcune persone possono essere uno strumento utile per esplorare il proprio corpo e comprendere meglio le proprie preferenze, sempre nel rispetto del proprio benessere e delle proprie esigenze.

  • 1.055 donne coinvolte nello studio sulle preferenze sessuali. 
  • 18,4% raggiunge abitualmente l’orgasmo con la sola penetrazione. 
  • 36,6% necessita della stimolazione del clitoride durante il rapporto. 
  • 52,5% delle donne ha utilizzato almeno una volta un vibratore.