Sex Recession: perché le nuove generazioni fanno meno sesso? I dati che stanno sorprendendo gli esperti
Negli ultimi anni ricercatori, psicologi e sociologi hanno iniziato a parlare di “Sex Recession”, un termine utilizzato per descrivere la diminuzione della frequenza dei rapporti sessuali, soprattutto tra Millennials e Generazione Z.
Ma cosa sta succedendo davvero?
Cos’è la Sex Recession?
Con l’espressione Sex Recession si indica il progressivo calo dell’attività sessuale osservato in diversi Paesi occidentali.
Non significa che le persone abbiano smesso di interessarsi al sesso.
Piuttosto, stanno cambiando il modo in cui vivono relazioni, intimità e piacere.
Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi studi che confermano questo cambiamento.
Uno studio pubblicato su Archives of Sexual Behavior, basato su un campione di 26.620 adulti statunitensi, ha rilevato che gli americani avevano circa 9 rapporti sessuali in meno all’anno nei primi anni 2010 rispetto alla fine degli anni ’90. (PubMed)
Un’altra ricerca pubblicata su JAMA Network Open, che ha analizzato oltre 9.500 uomini e donne tra i 18 e i 44 anni, ha mostrato un aumento significativo dell’inattività sessuale tra i giovani. Tra gli uomini di età compresa tra i 18 e i 24 anni, la percentuale di chi non aveva avuto rapporti sessuali nell’ultimo anno è passata dal 18,9% (2000-2002) al 30,9% (2016-2018). (JAMA Network)
Lo stesso studio ha evidenziato anche un calo della frequenza dei rapporti: tra i giovani uomini di 18-24 anni, la quota di chi dichiarava di fare sesso almeno una volta a settimana è scesa dal 51,8% al 37,4% nello stesso periodo. (JAMA Network)
Questi numeri hanno spinto gli studiosi a interrogarsi sulle cause di un cambiamento che sembra interessare un’intera generazione.
Perché facciamo meno sesso?
Le spiegazioni sono probabilmente molteplici.
Lo stress lavorativo è aumentato.
Le giornate sono sempre più piene.
Smartphone, social network e piattaforme di streaming occupano una parte sempre maggiore del tempo libero.
Tra gli uomini di 18-24 anni, l’inattività sessuale è aumentata dal 18,9% al 30,9% tra il 2000 e il 2018.” (JAMA Network Open). (JAMA Network)
Anche l’età media in cui si va a convivere o ci si sposa continua ad aumentare, riducendo le occasioni di intimità stabile.
Secondo alcuni ricercatori, anche l’ansia da prestazione e il confronto costante con modelli poco realistici proposti dai social media e dalla pornografia possono influenzare il modo in cui le persone vivono la sessualità. (JAMA Network)
Meno rapporti, ma più attenzione al benessere sessuale
Se da una parte diminuisce la frequenza dei rapporti, dall’altra cresce l’interesse verso il benessere sessuale.
Sempre più persone cercano informazioni su desiderio, orgasmo, comunicazione di coppia e salute sessuale.
Anche il mercato dei sex toys continua a crescere, segno che il piacere viene vissuto in modo sempre più consapevole e meno legato ai vecchi tabù.
Oggi vibratori, Rabbit, succhia clitoride e sex toys di coppia vengono scelti non come sostituti del partner, ma come strumenti per conoscere meglio il proprio corpo, migliorare la comunicazione e introdurre nuove esperienze nella relazione.
La qualità conta più della quantità
Gli esperti ricordano che il numero dei rapporti non è il parametro più importante.
Ciò che conta è la soddisfazione personale e relazionale.
Questo significa che una coppia può avere rapporti meno frequenti ma vivere comunque una sessualità appagante.
Una meta-analisi pubblicata sul Journal of Sex Research ha evidenziato che una buona comunicazione sessuale è tra i fattori maggiormente associati alla soddisfazione di coppia.
La Sex Recession è un fenomeno reale e documentato dalla ricerca scientifica.
Tuttavia, non significa che il desiderio stia scomparendo.
Piuttosto, stanno cambiando le modalità con cui le persone vivono relazioni, piacere e intimità.
In questo contesto cresce l’attenzione verso il benessere sessuale, la comunicazione e la scoperta del proprio corpo.
Ed è proprio qui che i sex toys stanno trovando un nuovo ruolo: non come semplice accessorio, ma come strumento di esplorazione, consapevolezza e complicità.
